È molto apprezzabile che il nuovo Presidente della Camera Roberto Fico utilizzi mezzi pubblici per andare a lavoro, ma se poi si va ad approfondire e non rimanere nel sentimento di superficialità si scopre che nella precedente legislatura Fico ha speso solo 22,50 euro per bus ed invece 2486,24 euro per taxi.
Non mi appassiona giudicare l’operato di un esponente politico dalla quantità di volte in cui sale sul bus o sul taxi, ma nel principio mi sento di dover dissentire da questa travolgente volontà di correre dietro a selfie per generare consenso improduttivo. Improduttivo perché se si costruisce un consenso sulla scelta del mezzo di trasporto trascurando le competenze e la capacità di avvicinare il possibile al desiderabile e quindi di compiere azioni ed atti per dare concrete risoluzioni alle esigenze delle nuove povertà, della assoluta carenza di lavoro, dalla mancanza di competitività delle imprese a causa della tassazione al 70% circa, credo che si fa un danno al futuro delle famiglie italiane e seppur vero che molti danni del passato hanno portato alle difficoltà odierne, non per questo dobbiamo accontentarci.
Allora questa mattina pensavo alla mia amica Giorgia Meloni che nel 2006 da Vice Presidente della Camera aveva rinunciato all’auto blu e nel 2008 fu il primo ministro in Italia a rinunciare alla auto blu ed andava al Ministero della Gioventù con la sua piccola auto privata, ma non ha mai fatto selfie o mandato comunicati per propagandare questa scelta personale ed etica. Così come quando è venuta a Castignano alla Manifestazione Templaria e in molti cercavano di offrire la cena e lei ha voluto pagare per forza e mi disse che non voleva che scrivessimo su Facebook il fatto che ha voluto pagare ma che lo faceva perché lo riteneva giusto visto che c’erano tanti ragazzi che lavoravano con gratuita.
Come la solidarietà, anche la rinuncia ai privilegi, ha un valore alto e nobile se lo facciamo con silenzio e con l’amore per lo Stato e per i suoi cittadini. Se invece lo facciamo per avere le prime pagine dei giornali o per avere maggiori ricondivisioni credo che abbia un ritorno di consenso ma non di autentico amore.
Credo molto nel ritorno all’essere e meno nell’apparire. Credo molto in una società che smetta di credere ai titoli dei post dei social e che perda 5 minuti in più per scavare nel profondo delle notizie per tornare ad avere rappresentanti del popolo che siano prima di tutto cittadini valenti ed onesti nell’essere, donne e uomini di principi come requisito di partenza per rappresentare le più alte cariche dello Stato e non come valore aggiunto per assumere ruoli istituzionali.
Credo nell’Italia in salita e nel valore delle persone che coscientemente sono disponibili a tornare a soffrire per costruirsi il futuro senza delegare ad altri la rivoluzione del proprio futuro comprando un biglietto del bus 85 dell’Atac ma di essere innamorati e ribelli verso un futuro da protagonisti è mai dai dormienti illusi.
Compimenti al nuovo Presidente della Camera per aver dato l’esempio di prendere il bus, come già fatto da Giorgia Meloni, come fa ogni giorno Fabio Rampelli che da parlamentare va alla Camera con la metropolitana per riavvicinare il popolo alla politica e sperando che la politica sia in grado di guidare il popolo e non solo subire il sentimento.

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